sintesi delle relazioni
questo punto di contatto
tra centro e periferia
sorgente
è la mia mente che da sempre
sconfina l’esistente

Jolly Roger
entità poliforme mutevole liquida scivola negli interstizi e nelle interzone oscure dell’anima assorbe stati alterati di coscienza per generare pulsazioni sinergiche al battito del cuore si nutre della produzione globale di vibrazioni per gettare sabbia negli ingranaggi dispersi nella velocità delle macchine da guerra desiderante ruba condivide pirata ogni fonte libera la mente non considera minimamente la possibilità del diritto di proprietà e d’autore mette in circolazione ogni sapere utile da universalizzare ha aspettato pazientemente per decenni ora al tramonto della ritmica unzaunza disprezza il commerciale ogni riduzionismo della musica alla fruizione divertimento dimenticamento veloce e poi via di nuovo nel grigio quotidiano riconosce solo espressione sa distinguere al di la della forma analogica digitale vinilica software hardware compressa dilatata manuale automatica la verità della proposta non ha limiti non si pone limiti supera i limiti per creare nuovo senso individuale collettivo comunitario intellettualisergico rallenta il ritmo per disegnare percorsi riflessivi della vera condizione umana non consuma rielabora distrugge ogni confine di schema genere catalogo moda cultura tendenza
astrae le realtà per trasformarla in colpi bassi al ventre utilizza segnali da dischi cd cassette video tv videogames suonerie autoproduzioni download p2p overdubbing per remixarli nella coscienza di se e propagarli nell’universo infinito
perciò è cosmic
a chi sa o vuole percepire recepire udire cambiare vibrare è lento e strano e fa parte del mondo libero
perciò è afro

mantra a 80 bpm
d’istinto
un filo di luce che dall’alto scende avvolge
si fonde
infonde chiarezza
dirada la nebbia che circonda questa mente collettiva
dietro le sbarre
di limitati corpi confinati
da quattro pregiudizi del cazzo
valore dichiarato
opaco vetro scuro che traspare
filtra falso per vero
fa il solo ed unico interesse della parte
più odiosa e devastante dell’impero
dall’altra di un mondo che involve
evolve
che cerca dal basso di sfocciare
di uscire fluire
corrente reale che determina
ogni interstizio
ogni ganglo reale che rimanda
come dolce osmosi
violenta ondata che si infrange su un muro
di ipocrita energia cristalizzata
forme pensiero che si avvolgono
eternamente su sentieri di deriva
nel dubbio
una spirale che si espande
e la sorgente
è il centro della mente
che da sempre sconfina l’esistente
ed esplode
esplode
esplode radioso in un ventaglio
di mille colori
la trasparenza
di mille tentativi andati a vuoto
o lanciati diritti
verso il centro del bersaglio
rivolta assedio invasione
distruzione per sempre
di ogni zona rossa della mente
di mille percorsi
convergenti o divergenti
zero differenza
nel tempo nel ritmo
nel battito continuo della vita
io vedo
soggetti distanti presenti
forse solamente a se stessi
rinchiusi delusi con le chiavi
della porta del cuore
buttate nel cesso
sconfitti in partenza
travolti in un conflitto che nessuno
ha mai dichiarato proprio a loro
e penso
intriso coinvolto
fino al midollo in questa storia
che scorre nascosta
sepolta
pochi centimetri
sotto il manto della strada
underground
ma viva e vitale
che pulsa non tenendo
minimamente in conto
la pressione che travolge
la tensione spezza
ogni condizionamento
fugge
fuori da ogni controllo
autocontrollo
riassume quella luce
di mille sfumature di colore
in espressione
espressione di se stesso
che da sotto questa strada
non riesce ad agire
autosufficiente
ha bisogno di soggetti riceventi
comunica forza
libera energia
diversità in potenza per travolgere
ogni resistenza
fondersi rendere meticcia
ogni posizione di ristagno
riparte connette
si allarga come un rizoma che si espande
e determina
determina
più di quello che qualcuno può pensare quella via
che comprende
ogni possibile variante
in maniera trasversale
totale globale
determina il centro del discorso
sono io
e la periferia
dove si estende la voglia
di cambiare passo al mio percorso
sono io
e di nuovo
il centro del discorso resta l’altro
che impatta diversità e ricchezza
quello che cerco è diverso
sempre più diverso non mi importa
se qualche volta può sembrare ambiguamente
un circolo perverso lo governo
faccio mio
come quel grido
dalla periferia dell’anima del mondo
madre terra
aggredita reagisce minacciata
controlla che il perverso
non imperversi
non superi la linea del limite di guardia
caldo abbraccio
nel mare universale ci stordisce
una unica unità
in uno stato di coscienza già alterato
percepisco
finalmente intuisco
qual’è la verità della mia vita
e perchè sto correndo
sempre più veloce
verso l’infinito
ed il nulla
è la base di partenza
di questa folle impresa
superata la paura di scoprire
ciò che mi imbarazza è la coscienza
di sapere
ciò che sta al di la di questa gabbia
controllata con al centro la mia mente
subito dopo il nulla
esiste
esattamente
il tutto
e tutto questo
mentre la fuori qualcuno sta sparando
e presto sarà qua
da millenni
fluisce l’energia
dal ventre della terra sta salendo
coinvolto
in questa rete inestricabile
nel vento sto aspettando
scegli
la tua arma sono pronto
sempre
psyco.dance@libero.it